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domenica, 25 febbraio 2007

Contrasti

A volte l'inferno è il posto più vicino al paradiso

postato da: Ferdy64 alle ore 09:31 | link |
categorie: oltre i pensieri, il calore delle emozioni
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martedì, 31 ottobre 2006

Le parole necessarie

Uscire dal tunnel non è facile, per farlo bisogna avere una meta. Una meta ben precisa non l'ho, ma so quello che vorrei e so che in queste condizioni non l'avrò mai.

Ma è tanto difficile iniziare certi discorsi con la persona che hai tanto amato e a cui vuoi molto bene, ma ancora più difficile è vedere negli occhi la delusione per un qualcosa che non c'è, per due strade che stanno separandosi ogni giorno che passa.

Parlare prima di dire quella parola di troppo che fa male, che ferisce inutilmente, questo è quello che vorrei, ma aspetto un momento che sembra non arrivare e più i giorni passano più sento il bisogno quasi fisico di dire quello che ho dentro.

Dire che così non possiamo più andare avanti, che ci stiamo facendo del male a vicenda e lo facciamo ai nostri bambini, che dovremmo ritrovarci come genitori ma che come coppia è da troppo tempo che abbiamo smesso di esistere.

Dire che entrambi abbiamo il diritto di ricostruirci fino a che siamo ancora in tempo, che non possiamo permetterci di sopravvivere e che dobbiamo permetterci il lusso di essere noi stessi.

Come si fa? Come si fa quando sai che dopo verrà il delirio, verranno le accuse, verrà il chiudersi dentro se stessi accusando l'altro del fallimento.

Sto ancora dentro il tunnel, ma una luce c'è... sto cercando la strada per arrivarci

postato da: Ferdy64 alle ore 10:33 | link |
categorie: oltre i pensieri
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giovedì, 19 ottobre 2006

Decisioni

Mi rendo conto che così la mia vita non può continuare. Non è possibile vivere due vite al prezzo di una e bisogna decidere da che parte stare. Dentro di me la decisione è già presa, ma non so come affrontare il discorso a casa, cosa dire, come spiegare perchè questa mia natura così particolare ha bisogno di vivere libera.

La paura di ferire chi mi sta accanto, di dare un'immagine distorta di quello che sono e di quello che sto vivendo... è tutto così complicato... vorrei appoggiarmi a qualcuno, ma mi rendo conto che questo passo lo devo fare da sola.

Ma com'è possibile spiegare la complessità del mondo che si ha dentro? Come spiegare quello che si è quando è così in contrasto con quello che gli altri vedono di te?

Vorrei risposte, ma non le trovo, vorrei uscire dall'apatia che mi ha presa ma non ci riesco... devo fare qualcosa ma non so da che parte iniziare.

Vorrei finalmente iniziare a vivere...

postato da: Ferdy64 alle ore 09:16 | link |
categorie: oltre i pensieri
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mercoledì, 04 ottobre 2006

col senno di poi

Quanto si può perdere per paura di discutere?

postato da: Ferdy64 alle ore 22:02 | link |
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martedì, 03 ottobre 2006

Ingiustizia

Ci sono cose che vanno oltre la mia comprensione... Ad esempio non capisco come un padre possa prendersela con i propri figli se le cose non vanno come vorrebbe nella sua vita.

Non ne posso più di iniziare la giornata con delle urla e finirla allo stesso modo. Vorrei un po' di serenità per tutti, ma mi irrita profondamente la consapevolezza che per averla io e i bambini dovremmo cambiare e lui no.

Ho sempre pensato che se ci sono dei problemi è giusto parlarne, magari litigare ma cercare una soluzione comune con la consapevolezza che nessuno è immune da colpe. Se una persona decide di tenersi tutto dentro fa una scelta ben precisa. O si tace su tutti i fronti o di mettono le carte in tavola. Troppo comodo dire mezze parole acide e o che lasciano sottointendere qualsiasi cosa e poi tirarsi indietro quando c'è da parlare chiaro.

Io ci ho provato per anni a parlare, a trovare soluzioni, ma mi sono sempre accorta che alla fine l'unica che metteva veramente in gioco se stessa ero io. Non ho mai trovato corrispondenza dall'altra parte esclusa una volta dove non era possibile far finta di nulla.

Lo dirò fino a che avrò fiato: io mi prendo in pieno le mie responsabilità, ma vorrei non essere l'unica. Vorrei che si ricordasse che quella che ha sempre chiuso tutte le cominicazioni non sono stata io, vorrei che si ricordasse che non sono stata io ad allontanarmi per prima, vorrei che pensasse a tutte le volte in cui ho cercato di fargli capire quello che provavo e mi ha tacciata dicendo che faccio sempre tragedie.

Ora per milioni di motivi non riesco più a reagire a nulla, non ho la forza fisica per affrontare la mia vita quotidiana anche nelle piccole cose. Non è questione di pigrizia, ma è proprio il mio corpo che è prosciugato. Stare con i miei bimbi  mi prende il residuo che mi è rimasto. È come se mi fosse scesa una cappa di apatia addosso e in casa peggiora. Non ho voglia di far niente, solo di chiudermi in me stessa e nel mondo che mi sono costruita attorno. Mi mancano le forze, l'energia. Me ne rendo conto anche a scuola. Ho addosso la stanchezza che normalmente ho a maggio. Mi pesa fare lezione e questo è grave.

Non ho più stimoli, non vedo il mio futuro in modo roseo... vedo le scelte che devo fare, ma non voglio farle da sola. E continuo a pensare che sia terribilmente ingiusto che i miei bimbi debbano pagare per i nostri errori...

postato da: Ferdy64 alle ore 10:39 | link |
categorie: lacrime, oltre i pensieri
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lunedì, 02 ottobre 2006

Maschere

Sono anni che mi metto una maschera in casa per non far vedere il livello di sofferenza che ho raggiunto. Un sorriso fino e una calma serena che è solo apparenza.

I miei bambini lo meritano quel sorriso, anche se ne meriterebbero uno vero, anche se sono tanto sensibili da accorgersi subito che quel sorriso è spento e che gli occhi sono velati dalle lacrime.

Mio marito... beh il più delle volte alza gli occhi al cielo come se io avessi tutto dalla vita e fossi un'ingrata a non esserne contenta. Ci sono momenti in cui cedo, in cui mi vede con gli occhi gonfi, ma io rimango con le braccia desolatamente vuote da un abbraccio.

Credo di aver raggiunto il limite, credo che oltre non posso andare. Devo proteggermi e l'unico modo che ho è quello di mettere una chiusura ermetica al mio cuore, di non avere più la sciocca speranza che prima o poi sarò amata per quella che sono perchè quella che sono ha sempre qualcosa che non va.

Sono stanca di lottare per realizzare i miei sogni, non ho più le forze, tiro i remi in barca e mi lascio andare in una (forse) lenta e dolorosa discesa verso l'inferno. Poi, quando il cuore sarà anestetizzato, potrò ricominciare a vivere.

postato da: Ferdy64 alle ore 06:06 | link |
categorie: lacrime, oltre i pensieri
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domenica, 24 settembre 2006

Oggi

Ci sono giorni in cui l'aria sembra essersi dissolta nel nulla e respirare non è semplice...

Ci sono giorni in cui il cuore è perso e ridotto in mille coriandoli...

Ci sono giorni in cui la mente vaga nel buio senza un riferimento...

Ci sono giorni in cui venderesti l'anima al diavolo per un sorriso...

Ci sono giorni in cui il vuoto è così immenso che senti solo l'eco delle tue urla...

Ci sono giorni in cui ti chiedi cosa ci sia di sbagliato in te, perchè alla fine questo può essere il solo motivo per cui allontani da te proprio le persone che vorresti sentire più vicine...

Ci sono giorni in cui la tua pelle è così stretta che ad ogni sospiro si strappa...

Ci sono giorni in cui non riesci a più a credere nemmeno a te stessa e ti sembra di vivere immersa nelle bugie...

Ci sono giorni in cui maledici di esserti svegliata e la sola cosa che vorresti è dissolverti nel nulla

Ci sono giorni... e questo è uno di quei giorni...

postato da: Ferdy64 alle ore 21:00 | link |
categorie: lacrime, oltre i pensieri
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sabato, 23 settembre 2006

Senza titolo

Sono stanca di essere dalla parte sbagliata del mondo... quanto ci mette una bolla di sapone a dissolversi nel nulla?
postato da: Ferdy64 alle ore 16:49 | link |
categorie: lacrime, oltre i pensieri
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giovedì, 21 settembre 2006

Amandoci

AMANDOCI

Ogni gesto è una dichiarazione d'amore

Il miele è nei tuoi occhi

Le tue mani sono acciaio e petali di rosa

I brividi si inseguono sulla pelle

Il cuore è umido d'eccitazione

I sensi sono illuminati da un arcobaleno di emozioni

E nel momento più dolce

si fa urlo la mia appartenenza a te

E il desiderio si accende ancora...

E ancora...

E ancora...

...

postato da: Ferdy64 alle ore 14:44 | link |
categorie: poesie
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lunedì, 18 settembre 2006

La resa dei conti

Quando mi sono sposata volevo che fosse per tutta la vita, per anni ho lottato per questo, ma ora sono esausta e non riesco più a tenere insieme tutti i pezzi di un matrimonio che ha iniziato a rompersi 9 anni fa.

Avrebbe dovuto farmi riflettere il fatto che la prima volta che mi telefonò mi chiamò col nome sbagliato. Sono passati quesi 16 anni e ancora lo prendo in giro per questo. Anche se mi aveva vista solo una volta mi chiedo come ha potuto confondersi e chiamarmi Loredana invece di Fernanda. Forse era un segno...

Non è iniziata come un amore folle, è partito tutto piano piano, tutti e due resi diffidenti dai fallimenti che avevano preceduto il nostro incontro. Poi la morte di mio padre e io mi sono aggrappata a lui. Ma il seme della mia malattia era germogliato e un anno dopo si iniziarono a vedere i primi sintomi.

Ci sposammo e come tutte le persone innamorate volevo fosse felice e così la pigra e disordinata Fernanda si alzava prima per sistemare casa, passava ore in cucina per preparargli piatti sempre diversi, cercava di mettere ordine anche dove non vedeva disordine.

Poi l'arrivo di nostro figlio ha limitato il mio tempo e le cose hanno iniziato a franare. Credo non mi abbia mai perdonato di aver ucciso la fanciulla di 54kg che aveva conosciuto e quel donnone di 84 kg che continuava ad espandersi non era quello che voleva.

Eppure sapeca com'ero, sapeva che ero malata, sapeva che non ero la classica moglie da "Mulino Bianco", sapeva tutto di me. Prima di sposarci glielo avevo detto: io sono così se non sono quello che vuoi non farlo perchè io non cambio.

Ma troppo spesso succede che ti vogliano cambiare per realizzare il proprio ideale... ma io non ero e non sono il suo ideale. Poco attenta alla casa, famelica di spazi miei, con un gran bisogno di parlare e ascoltare... e piano piano smise di toccarmi, smise di cercarmi.

Per due anni gli ho detto che soffrivo, che le cose non andavano bene ma, come Cassandra, rimasi inascoltata. Finalmente si rese conto che qualcosa non girava dal verso giusto quando si accorse che c'era un'altro. E li iniziò il tracollo.

Gli anni seguenti toccammo il fondo e solo quando io chiusi con la mia vita virtuale il nostro matrimonio riprese quota. Ma non si può tenere un leone in gabbia ed alla fine ho voluto ritrovare me stessa, ho voluto dare fiato alla donna che ormai si sentiva invisibile.

Per lui ci sono sempre stati un sacco di "ma", i miei sforzi non venivano visti, al contrario mi sentivo sempre dire che avrei potuto fare di più, fare meglio. E io che ho un carattere bastardo ho messo i remi in barca e mi sono detta "arrangiati fatti tu le cose come ti piacciono".

E io che ho un carattere bastardo ho cercato qualcuno che apprezzasse quel corpo che lui tanto detestava e che condividesse con me le mie fantasie e i miei sogni.

Ora l'unica stronza sono io perchè mi sono presa con l'inganno i miei spazi, le mie piccole grandi gioie e quell'affetto che a casa non trovavo.

Mi prendo le mie responsabilità, ma vorrei non essere la sola a farlo, vorrei che capisse che per far fallire qualcosa bisogna essere in due, vorrei che capisse che fino a che ne ho avuto la forza ho dato il massimo di quello che potevo, vorrei che capisse che se tua moglie piange si commozione perchè l'abbracci spontaneamente allora c'è qualcosa che non va, vorrei che capisse che non ha il diritto di cambiarmi e che doveva essere onesto con se stesso 13 anni fa, vorrei che capisse... sono troppe le cose... e ora sono stanca di cercare di farle capire. Ora ho solo voglia di essere felice assieme ai miei bambini.

postato da: Ferdy64 alle ore 13:29 | link |
categorie: diario, lacrime, oltre i pensieri
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